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Ludopatia: dall’Inghilterra arriva la soluzione

Che l’Italia sia un paese di appassionati alle scommesse e al gioco d’azzardo è un dato di fatto. Basti pensare che quest’anno, nel nostro paese, l’industria del gioco supererà gli 84 miliardi di euro di fatturato fatti registrare nel 2014. D’altra parte non c’è da stupirsi: nel Belpaese c’è una slot machine ogni 143 abitanti, mentre in Spagna o in Germania questa percentuale sale, rispettivamente, a 245 e 261 cittadini per ogni slot machine. Senza contare l’enorme popolarità riscossa dai casinò online, che, grazie ad un’offerta variata e attrattiva, che conta, oltre alle slot, sui giochi di carte come il poker o il Blacjkack, o sui giochi da tavolo, come la roulette europea o quella in 3D, sono entrati a pieno diritto nelle abitudini degli italiani.

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Ma chi ci guadagna di più da bingo, scommesse, gratta e vinci, superenalotto, roulette e casinò – reali e virtuali – sono le casse dello Stato, che l’anno scorso hanno incamerato 8 miliardi di euro in tasse e imposte e in questo 2015 si apprestano a incassarne addirittura 10 , una cifra che farebbe gola a qualsiasi governo, qualunque sia il suo colore. Tuttavia i critici del gioco d’azzardo rinfacciano che questi guadagni hanno un costo sociale molto alto, incarnato nel fenomeno della ludopatia, una dipendenza che in Italia riguarda almeno 7 mila persone.

L’ANALISI DEI MODELLI DI COMPORTAMENTO SALVERÀ DALLA DIPENDENZA

Ma ora dalla Gran Bretagna è in arrivo una possibile soluzione a questo problema. Si tratta di un nuovo sistema di “allerta precoce”, che informa automaticamente i giocatori non appena il loro comportamento manifesta i sintomi della dipendenza. In altre parole, grazie ad una database in cui sono raccolti i dati dei giocatori che in passato hanno chiesto ai siti web l’auto esclusione – proprio per evitare di cadere in tentazione-, il sistema individua se il giocatore dà segnali di un comportamento rischioso. La ricerca, finanziata dall’agenzia dell’innovazione del Regno Unito, è stata sviluppata dalla City University di Londra, che, per migliorare l’accuratezza dei modelli informatici secondo le ultime scoperte nell’ambito della psicologia del gioco, si è avvalsa della collaborazione di BetBuddy, una prestigiosa società di software.

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“Il nostro obiettivo è stato quello di aiutare BetBuddy a testare e perfezionare il loro sistema, in modo da fornire ai provider di giochi d’azzardo un modo efficace per prevedere, con ragionevole anticipo, la necessità per un giocatore di un periodo di auto-esclusione, o l’insorgenza di segnali che indicano una dipendenza dal gioco. Ciò consente ai clienti di utilizzare le piattaforme online di gioco d’azzardo in modo più sicuro e responsabile”, spiega Artur Garcez, professore della City University di Londra.

UNA SOLUZIONE CHE ACCONTENTA TUTTI

Con le informazioni sui modelli di gioco d’azzardo a disposizione, le compagnie di gioco possono decidere, per esempio, di non mandare ai giocatori materiale di marketing durante un determinato periodo di tempo, o perfino di avvisare un giocatore se riconoscono un potenziale problema. Soluzioni sicuramente molto meno drastiche di quelle messe in atto ultimamente dal comune di Vienna, che ha dichiarato la capitale austriaca ‘azzardo free’, mettendo al bando le slot di tutta la città.

“La collaborazione con la City University di Londra ci ha permesso di costruire modelli di previsione più solidi e accurati e di applicare nuovi algoritmi ai dati sul gioco. Applicando la loro esperienza nell’ambito dei modelli di previsione, le istituzioni sanitarie, le autorità di regolamentazione e l’industria del gioco nel suo complesso potranno prevedere meglio il comportamento dei giocatori e proteggerli dal rischio di danni“, afferma Simo Dragicevic, Chief Executive di BetBuddy.

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